domenica 16 agosto 2026

Autentici, non perfetti



Cari amici del Giardino Interiore,

negli ultimi tempi mi sono ritrovata a riflettere su una convinzione che, forse senza accorgercene, accompagna molti di noi.

È quella voce sottile che ogni tanto ci sussurra che dovremmo essere migliori, più forti, più capaci... semplicemente perfetti per meritare l'affetto degli altri.

Mi sono chiesta quante volte anch'io abbia ascoltato quella voce.

E, se devo essere sincera, credo più di quanto avrei voluto.

❀ ❀ ❀

Non so se capita anche a voi, ma ci sono giorni in cui mi accorgo di essere molto più indulgente con le persone che amo di quanto non lo sia con me stessa.

Se un'amica commette un errore, il mio primo impulso è comprenderla.

Se una persona cara attraversa un momento difficile, cerco subito parole che possano incoraggiarla.

Quando invece sono io a sbagliare, il dialogo interiore cambia tono.

Diventa più severo.

Più esigente.

Come se pretendessi da me una perfezione che non chiederei mai a nessun altro.

❀ ❀ ❀

Con il tempo ho iniziato a domandarmi da dove nascesse questa esigenza.

Forse è cresciuta lentamente, durante gli anni.

Forse è nata dal desiderio di sentirmi apprezzata.

Forse da qualche delusione che mi ha fatto credere di non essere abbastanza.

Oppure semplicemente dal mondo in cui vivo, che spesso sembra premiare chi appare sempre forte, efficiente e senza esitazioni.

E così, quasi senza rendermene conto, inizio a rincorrere un'immagine ideale di me stessa.

Un'immagine che, però, continua ad allontanarsi ogni volta che penso di averla raggiunta.

❀ ❀ ❀

Una delle cose che la vita mi sta insegnando è che il nostro valore non cambia ogni volta che commettiamo un errore.

Non aumenta quando riceviamo un complimento.

Non diminuisce quando qualcuno ci critica.

Il nostro valore non dipende da quanto riusciamo a fare.

Esiste già.

Forse il cammino più importante non consiste nel diventare perfetti.

Consiste nell'imparare, giorno dopo giorno, a riconoscere il valore che abbiamo sempre avuto.

❀ ❀ ❀

Naturalmente questo non significa rinunciare a crescere.

Anzi.

Credo che migliorarsi sia una delle forme più belle di amore verso se stessi.

La differenza, però, sta nella motivazione.

Possiamo cambiare perché ci sentiamo sbagliati.

Oppure possiamo cambiare perché ci vogliamo bene.

Sono due strade molto diverse.

La prima nasce dalla paura.

La seconda nasce dall'amore.

E io, ogni volta che posso, cerco di ricordare a me stessa quale delle due desidero percorrere.

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Osservando le persone che incontro nella mia vita, mi sono accorta di una cosa: quelle più generose, più sensibili, più attente agli altri, sono spesso anche quelle che dubitano maggiormente di se stesse.

Come se un cuore grande facesse più fatica a riconoscere il proprio valore.

E questa è una riflessione che ogni volta mi commuove.

Perché mi ricorda quanto tutti noi abbiamo bisogno, qualche volta, di guardarci con occhi più gentili.

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Mi piace pensare che non siamo chiamati a essere impeccabili.

Siamo chiamati a essere autentici.

Ad avere il coraggio di dire:

"Oggi sono stanca."

"Ho bisogno di una mano."

"Ho sbagliato."

"Non riesco a fare tutto."

Per tanti anni ho pensato che queste parole fossero un segno di debolezza.

Oggi le considero un gesto di sincerità.

Ed è proprio nella sincerità che, spesso, nascono gli incontri più veri.

❀ ❀ ❀

Ho imparato anche un'altra cosa: chi ci accoglie sul serio, ci accetta così come siamo. Possiamo presentarci con i nostri giorni luminosi e con quelli più faticosi, con le nostre certezze e con le nostre fragilità, e continuiamo a sentirci voluti bene.

Forse è questa una delle forme più belle dell'amore!

Sentirci accolti senza dover continuamente meritare quel posto nel cuore di qualcuno.

Questo credo sia uno dei doni più preziosi che possiamo ricevere!

❀ ❀ ❀

Ogni tanto mi fermo e mi rivolgo una domanda molto semplice.

Parlerei a una persona che amo con le stesse parole che, qualche volta, rivolgo a me stessa?

La risposta è quasi sempre no.

Ed è proprio da quella risposta che cerco di ripartire.

Provo a sostituire il giudizio con un po' più di comprensione.

La fretta di correggermi con la pazienza di conoscermi meglio.

Perché credo che anche noi meritiamo quella gentilezza che sappiamo donare così facilmente agli altri.

❀ ❀ ❀

Mi capita spesso di osservare i bambini.

Cadono.

Piangono.

Si rialzano.

Provano ancora.

Non pensano di valere meno perché hanno sbagliato.

Semplicemente continuano a imparare.

Forse, crescendo, dimentichiamo questa naturalezza.

Iniziamo a credere che un errore possa definire chi siamo.

Un errore racconta soltanto un momento della nostra storia.

Non racconta il nostro valore.

❀ ❀ ❀

Forse la vita non ci chiede di essere perfetti.

Ci chiede di essere veri.

Di imparare.

Di ricominciare.

Di chiedere scusa quando serve.

Di accogliere anche i nostri limiti senza lasciare che siano loro a definire chi siamo.

Perché la nostra dignità non nasce da ciò che riusciamo a fare.

Nasce semplicemente dal fatto che esistiamo.

Ed è una verità che sto imparando ad abitare con sempre maggiore serenità.

❀ ❀ ❀

Prima di salutarvi, vorrei lasciarvi una piccola domanda.

C'è stato un momento della vostra vita in cui avete smesso di rincorrere la perfezione?

Oppure state ancora imparando, giorno dopo giorno, ad accogliervi con maggiore dolcezza?

Se vi farà piacere, raccontatemelo nei commenti.

Mi farà davvero piacere leggere le vostre esperienze.

Credo che, condividendo con sincerità anche le nostre fragilità, possiamo aiutarci a ricordare una verità semplice, ma preziosa: nessuno di noi deve essere perfetto per essere degno d'amore.

Raffaella


12 commenti:

Anonimo ha detto...

Gentile amica Raffaella: ho letto con molta attenzione il tuo post e ho trovato diversi spunti di riflessione, per rispondere alla tua domanda finale, sì, io più che cercare la perfezione, ho sempre cercato di cogliere l'essenza, per imparare qualcosa per migliorarmi, soprattutto imparando da i miei errori. Nessuno è perfetto e nessuno è isola, tutti abbiamo bisogno di qualcuno; e un'altra cosa ho imparato nella vita, sì rispettare il prossimo tuo ma davvero come mestesso, e, aimè, qualche volta, rispettare il prossimo come testesso vuol dire dire dei no a volte molto pesanti ma, la vita è nostra e di nessun altro; e poi sono diventato più selettivo, o meglio, ho imparato che non si può andare daccordo con tuttti ma, si deve in ogni caso rispettare tutti, dopo di che, la si può pensare diversamente, detto questo, ho imparato nella vita a scegliere chi tenere nella mia vita e chi non far nemmeno entrare nella mia vita; grazie a Dio e per fortuna, non siamo tutti uguali o meglio, siamo tutti uguali in quanto esseri umani ma, come si dice, il mondo è bello perchè è vario, e ogni diversità è una ricchezza da cui trarne insegnamento, anche se la si pensa diversamente. E un'altra cosa è importante nella vita: l'umiltà, essere umili non è una debolezza anzi, al contrario è una forza in più che in certi momenti o situazioni della vita può rivelarsi un arma vincente a nostro favore, è importante amkmettere ho sbagliato ma, è altrettanto importante far valere le nostre ragioni se e quando abbiamo ragione, insomma, la vita per essere affrontata e vissuta al meglio, necessita di un equilibrio interiore, e l'equilibrio interiore si impara attraverso la vita stessa che ci modella, ci cambia, attraverso gli eventi belli e soprattutto attraverso quelli brutti e difficili; nellla vita non si finisce mai di imparare. Una domanda mi faccio da qualche tempo: questa domanda è nata un giorno, mentre ascoltavo la canzone Mesopotamia di Franco Battiato, la domanda è: Che cosa resterà di me, del tranzito terrestre, di tutte le impressioni che ho preso in questa vita? Cara amica, è sempre bello leggerti, perchè le tue parole toccano l'anima, grande Raffaella, ciao Marco.

Raffaella Rosati ha detto...

Caro Marco, grazie di cuore per questo tuo commento così ricco, profondo e sincero.
Ho letto le tue parole con grande attenzione e, ancora una volta, mi hai regalato spunti che vanno ben oltre un semplice commento a un articolo.
Mi ha colpita particolarmente ciò che scrivi sul cercare non la perfezione, ma l'essenza, imparando anche dai propri errori. Credo che sia proprio questo uno dei percorsi più autentici della vita: non diventare perfetti, ma diventare sempre più consapevoli di chi siamo.
E condivido profondamente anche il tuo pensiero sul rispetto, sulla necessità di saper dire dei "no", sulla selettività nelle relazioni e sull'importanza di rispettare tutti, anche quando non condividiamo il loro modo di pensare. A volte scegliere chi far entrare nella nostra vita e chi lasciare andare è un atto di rispetto anche verso noi stessi.
Bellissime, poi, le tue riflessioni sull'umiltà. Ammettere di aver sbagliato non ci rende più deboli, ci rende più veri. E forse è proprio attraverso gli errori, le difficoltà e le esperienze dolorose che impariamo le lezioni più importanti.
La tua domanda finale, ispirata a Battiato, mi è rimasta dentro: "che cosa resterà di me, del transito terrestre, di tutte le impressioni che ho preso in questa vita?"
Forse resteranno proprio le tracce che avremo lasciato negli altri: una parola, un gesto, un sorriso, un'emozione, qualcosa che abbiamo saputo donare e che continuerà a vivere nel cuore di qualcuno.
Grazie, Marco, per aver arricchito il mio articolo con la tua sensibilità e con una parte così autentica del tuo percorso. È anche attraverso questi scambi che il mio Giardino Interiore diventa un luogo di incontro, di pensieri condivisi e di crescita.
Un abbraccio e grazie ancora per esserci.
Raffaella

Anonimo ha detto...

🍀

Raffaella Rosati ha detto...

Grazie di cuore per questo piccolo ma bellissimo simbolo di fortuna e positività! 🍀❤️ Un abbraccio e grazie per essere passato/a nel mio Giardino Interiore. 🌷

Anonimo ha detto...

Buon Pomeriggio
Bellissima riflessione
Il mio commento è..
Gentile con gli altri Macon me stessa
No. Sono severissima
Grazie per avermi ascoltato

Raffaella Rosati ha detto...

Grazie a te per aver condiviso con tanta sincerità questo pensiero. ❤️
A volte siamo molto comprensivi e gentili con gli altri, ma diventiamo severissimi proprio con noi stessi.
Forse dovremmo imparare, poco alla volta, a guardarci con la stessa dolcezza che sappiamo offrire agli altri, concedendoci di sbagliare, di fermarci e semplicemente di essere noi stessi.
Ti mando un caro pensiero e grazie per essere passata da queste pagine del mio Giardino Interiore.

Anonimo ha detto...

Fino all’adolescenza c’erano persone che mi facevano dubitare di me, spegnendo la mia luce e, con il tempo, iniziavo a credere di essere davvero ciò che loro vedevano.
Poi arrivano le persone giuste.
Quelle che non ti cambiano, ma ti aiutano a riconoscere il valore che hai sempre avuto. Ti ricordano chi sei quando te ne dimentichi, credono in te anche nei giorni in cui fai fatica a farlo e tirano fuori la versione migliore di te.
L'ambiente in cui vivi e le persone di cui ti circondi influenzano il modo in cui ti percepisci, i tuoi sogni e persino il coraggio che hai di inseguirli.
Scegli con cura chi lasci entrare nella tua vita. Perché le persone giuste non ti fanno sentire "di più": ti fanno sentire finalmente abbastanza. A volte, il cambiamento più grande non è diventare qualcun altro. È avere accanto qualcuno che ti aiuta a vedere chi sei davvero.
Un abbraccio affettuoso Raffaella 🥰☺️🤗
Lina (Music Land)

Raffaella Rosati ha detto...

Lina carissima ❤️
Le tue parole sono arrivate al cuore, perché hai colto perfettamente il senso della mia riflessione. A volte ci vuole tanto tempo per capire che le voci che ci hanno fatto dubitare di noi non raccontavano chi eravamo davvero: raccontavano soltanto il modo in cui ci vedevano loro.
E quanto è prezioso incontrare, lungo il cammino, quelle persone capaci di restituirci uno sguardo più benevolo su noi stessi. Non ci trasformano, non ci chiedono di essere diversi: semplicemente ci aiutano a ritrovare quella luce che, magari, avevamo smesso di vedere.
Mi piace tantissimo ciò che scrivi: “ti fanno sentire finalmente abbastanza”. È una frase che custodirò, perché credo racchiuda una grande verità.
Grazie, cara Lina, per aver condiviso una parte così intima del tuo vissuto e per la sensibilità con cui sai sempre entrare nelle mie riflessioni. Anche tu, con le tue parole, sei una di quelle presenze che fanno sentire accolti e compresi.
Ti abbraccio con tanto affetto e sono felice che le nostre strade si siano incontrate in questo piccolo, prezioso Giardino.
Un abbraccio grande, Lina cara.

Anonimo ha detto...

Grazie di cuore cara Raffy per questo tuo post sai sempre fare centro ♥️♥️ concordo pienamente con tutto ciò che ai scritto o allontanato tante persone perché mi portavano solo negatività e mi facevamo stare male mi sono fatta coraggio e le o eliminate dalla mia vita e mi sento veramente me stessa adesso, e o imparato che non bisogna assolutamente farci calpestare bisogna amarci di più ♥️ cara ti lascio un caloroso abbraccio 🤗 con affetto Nina ♥️

Raffaella Rosati ha detto...

Nina carissima ❤️ le tue parole mi hanno fatto davvero tanto piacere! Hai fatto una scelta importante e coraggiosa: allontanare ciò che ci fa stare male non significa essere cattivi, ma imparare a rispettare e amare noi stessi. Sono felice che oggi tu possa sentirti più libera e soprattutto più te stessa. È proprio questo il messaggio che vorrei arrivasse dal mio Giardino: imparare a volerci bene, a proteggerci e a non permettere a nessuno di calpestare la nostra serenità. Ti abbraccio forte forte, con tanto affetto e grazie per essere sempre qui. Un bacione grande, cara Nina!

Anonimo ha detto...

Cara Raffaella, alla tua domanda io rispondo "no". Con gli altri sono spesso più gentile che con me stesso. Nella mia vita ho imparato a scendere a compromessi, pur di non perdere l'amore o la considerazione di chi mi sta a cuore. La fragilità mi ha portato a volte a piegarmi troppo, anche dopo un mio errore, solo per recuperare il valore che sentivo perso. È triste ammetterlo, ma é così. Grazie per averlo chiesto. Mi hai fatto guardare dentro. Oggi... a 87 anni di età, sto però imparando ad essere gentile con me, un po' alla volta. Franco Marcucvi.

Raffaella Rosati ha detto...

Franco, grazie di cuore per aver condiviso con tanta sincerità e profondità una parte così intima del tuo cammino.
Le tue parole mi hanno toccata molto, perché riconoscere le proprie fragilità e avere il coraggio di guardarsi dentro non è affatto semplice. A volte, per paura di perdere l'affetto, la stima o l'amore di qualcuno, finiamo per essere severi con noi stessi e per dimenticare che anche noi meritiamo comprensione, rispetto e gentilezza.
Mi emoziona soprattutto leggere che, a 87 anni, stai imparando «un po' alla volta» ad essere più gentile con te stesso. E forse è proprio questo il messaggio più bello: non è mai troppo tardi per imparare ad amarsi e a perdonarsi.
Ti ringrazio perché hai trasformato una semplice domanda in una preziosa riflessione sulla vita. E sono felice se, attraverso il mio post, hai avuto l'occasione di fermarti un momento e guardare dentro di te.
Ti auguro di continuare questo meraviglioso percorso con dolcezza, senza giudicarti e senza chiederti di essere perfetto. Hai già dato tanto agli altri: è tempo di concedere un po' di quella stessa gentilezza anche a te. Un caro abbraccio e grazie ancora per esserci. ❤️🌷