mercoledì 16 aprile 2014

La felicità è ascoltare con il cuore

Fiore

Cari amici, stavo riflettendo sul tema della felicità e sull’amore che i genitori nutrono per i figli ed il desiderio di proteggerli, educarli ai veri valori della vita, dare loro il buon esempio ed augurare loro il meglio.

Sicuramente essere dei bravi genitori oggi è sempre più impegnativo ma è fondamentale saper trovare il giusto equilibrio, cioè essere né troppo permissivi né troppo rigidi.

A mio avviso, le doti migliori che non dovrebbero mai mancare nel rapporto con i figli sono la tenerezza, la pazienza, la comunicazione, l’ascolto, l’elasticità mentale, la comprensione, l’energia  e la chiarezza nel far capire loro quando un comportamento è sbagliato o pericoloso.

Reputo necessario il comportarsi in modo naturale, in quanto, se ci si sforza di corrispondere ad una immagine ideale, si va incontro inevitabilmente all'ansia ed alla depressione, e ad a questo non si deve arrivare, in quanto i genitori devono dare ai figli l’esempio della felicità e dell’equilibrio interiore.

Ritengo importante far comprendere loro che la felicità è ascoltare con il loro cuore.

Spesso anche i genitori si sforzano di essere quello che non sono, vanno contro la loro vera natura ed invece salutare è stare bene con se stessi per trasmettere serenità e felicità ai propri figli.

I genitori non dovrebbero mai pretendere la perfezione né in se stessi né tanto meno nei figli, rispettare la libertà dei figli e mantenersi alla giusta distanza.

Credo sia importante riuscire a mantenere una certa coerenza verso i figli ed accettare di non essere perfetti. Certamente si può sbagliare ma è necessario ammettere l’errore con sé stessi e con i propri figli.

Può capitare che i genitori mettano in opera, involontariamente, nei confronti dei loro figli, forme di imposizione e di coercizione e riescano a trasmettere proprie paure, convinzioni errate e condizionamenti.

Occorre fare attenzione a non assumere nei confronti dei figli uno stile educativo troppo rigido in quanto questo genera una scarsa autostima e la loro abitudine di assecondare passivamente il volere e le opinioni altrui. 

Bisognerebbe astenersi dall’esercitare un eccessivo controllo sul loro comportamento in quanto genitori troppo apprensivi creano ansia, insicurezza, timidezza nei figli.

“Sbagliando s’impara” recita un antico proverbio. E’ necessario che i figli siano messi in grado di fare delle scelte autonome e, se queste si riveleranno non corrette, saranno utili perché consentiranno loro di imparare. Anche gli errori serviranno a responsabilizzarli.

E’ difficile essere genitori ma tutti dovrebbero educare i figli alla libertà, all’autonomia, all’ottimismo, alla speranza ed alla fede in Dio. 

I genitori dovrebbero riuscire a stabilire regole chiare e coerenti per i propri figli e porre loro dei limiti laddove sussiste reale necessità, essere disponibili all’ascolto,  interessati alla loro opinione e disponibili alla negoziazione. 

Dovrebbero saper spiegare il motivo di eventuali divieti o proibizioni e manifestare il loro affetto e calore, aiutando così i figli a sviluppare la loro personalità, la fiducia in se stessi, l’autonomia e la maturità. 

I figli dovrebbero imparare a rispettare le regole senza seguirle passivamente ma interiorizzandole e facendole proprie.

Hanno colpito particolarmente la mia attenzione alcune citazioni tratte da “Lettera a mio figlio sulla felicità” di Sergio Bambaren che vi riporto qui di seguito e con le quali concludo il mio post ringraziando voi tutti per la lettura.


“Lettera a mio figlio sulla felicità”

Le uniche cose che ti appartengono davvero sono i tuoi sogni e la libera volontà di vivere la vita nel modo in cui desideri farlo. Tutto il resto lo prendiamo soltanto in prestito. 

Il segreto di un’esistenza felice e realizzata dipenda dalla direzione che si sceglie. E la chiave, figlio mio, è imboccare la tua strada, nessun’altra, solo quella che ti detta direttamente il cuore. Infatti, soltanto chi osa spingersi un po’ più in là scopre quanto può andare lontano, soltanto chi segue il proprio cammino ha la possibilità di vivere una vita basata sull’autenticità, l’amore, l’armonia.

E’ meraviglioso rendersi conto di come certe piccole cose, in apparenza insignificanti, possano cambiare il nostro destino per sempre.

L’oscurità più nera non è quella che ci offusca gli occhi e ci rende ciechi, ma quella che alberga nei recessi più profondi del nostro cuore. Allo stesso modo, la luce più radiosa non è quella che ci accarezza la pelle, ma quella che sgorga, bruciando, dalla bocca del cuore e risplende di un caldo bagliore attraverso i nostri occhi.

Puoi sentirti vecchio pur essendo soltanto un ragazzino se non vivi un giorno per volta, se smetti di sognare, se vendi il tuo spirito in cambio del conforto della sicurezza.

Ho visto parecchie persone intrappolate in una vita che odiavano, eppure incapaci di fare alcunché per uscirne, troppo impaurite dal cambiamento, dall’idea di lasciare la propria zona di sicurezza.

Per perseverare devi contare solamente sulla tua forza di volontà, la fede nei tuoi sogni e l’amore per ciò che più ti sta a cuore.

La sola battaglia che non puoi vincere è quella che non vuoi combattere.

Non perdere mai quella luce speciale che ti illumina gli occhi e che proviene direttamente dalla tua anima. E se dovesse accadere, combatti ogni giorno per riconquistarla.

Quando imparerai ad accettarti per come sei, allora e solo allora ti sentirai rinato. 

Affronta le normali difficoltà come normali scalini del sentiero verso la pace. Accetta questo mondo, a volte doloroso, per come è, non per come lo vorresti, fiducioso che Dio – o come tu vorrai chiamarlo – si farà carico di tutto se ti arrenderai alla Sua volontà. Così non soltanto sarai felice in questa vita, ma straordinariamente ed eternamente felice nella prossima. 

La vita è breve… Perdona in fretta, bacia lentamente, ama davvero, ridi sempre di gusto… E non pentirti mai di qualsiasi cosa ti abbia fatto sorridere, oppure piangere. 

Compresi una cosa molto importante: il dolore fa parte della vita. La disperazione fa parte della vita. A volte anche toccare il fondo fa parte della vita. Ma non è assolutamente la fine. E’ solo l’inizio di qualcosa di più grande, qualcosa in grado di arricchire il tuo spirito molto di più di ogni altra esperienza vissuta fino a quel momento. 

Posso confidarti un segreto? Non importa quanti anni vivrai, ma come li vivrai. Dai valore al tuo tempo. Se in futuro, per esempio, ti troverai a percorrere giorno dopo giorno il tragitto casa-ufficio al volante di un’auto, con gli occhi incollati sulla distesa d’asfalto di fronte a te, trova ogni tanto il coraggio di spezzare la routine e ritagliati un istante per goderti le piccole meraviglie della Natura: soffermati ad ammirare un tramonto, stupisciti davanti al volo di un colibrì 

Se ti fidi dei tuoi istinti e accetti la vita così com’è, un giorno sarai in grado di trovare la pace, non solo nei momenti più felici, ma anche nelle occasioni in cui il gioco si fa duro. Perché il segreto è semplice: è tutto nella nostra testa, la realtà è una condizione mentale, null’altro.

La nostra età non è altro che uno scherzo del tempo, allo stesso modo il dolore non è altro che un aspetto della vita. Non mi stancherò mai di ribadirlo: la felicità e la pace spirituale si possono raggiungere, sempre, non importa quanto ci si senta profondamente perduti, perché il tempo guarisce ogni cosa. Certo, occorre essere pazienti. Niente accade in un battito di ciglia, o dalla sera alla mattina. Anzi succede proprio quando meno te lo aspetti, e porta con sé un effetto straordinario: smetti di combattere contro il tuo destino.

Se cadi, rialzati, affronta le avversità e trova sempre il coraggio di proseguire. Fai della tua esistenza qualcosa di spettacolare.

Non dimenticare mai che l’amore che provo per te è come il vento: non potrai mai vederlo, ma potrai sempre sentirlo… Ovunque sarai.

La sconfitta completa e l’accettazione della propria realtà: ecco il punto di partenza per costruirsi un’esistenza ricca dal punto di vista spirituale. Un’esistenza che ti permetterà di godere tutte le cose belle che hai, e di cominciare a recuperare quelle che sono recuperabili.

Abbandona il tuo guscio di certezze, esci dal coro: parti, va’ lontano. 

Abbatti tutte le pareti che hai innalzato intorno a te.

Sii libero, lascia che il tuo spirito voli verso il tuo destino.

Un’ultima cosa prima di concludere questa lettera: cerca sempre di scoprire il mondo con i tuoi occhi, e non attraverso quelli degli altri. Solo così potrai trovare la verità.
Sergio Bambaren

lunedì 7 aprile 2014

Coltivare le proprie passioni

Rosa

“Le passioni fanno vivere l'uomo, la saggezza lo fa soltanto vivere a lungo.”
Nicolas De Chamfort

Poiché il desiderio di ognuno di noi è quello di vivere al meglio, sicuramente la sensazione di armonia e di felicità occupano un posto di assoluto rilievo.

Ognuno di noi è consapevole di come hobby e passioni siano di fondamentale importanza per il proprio benessere e la propria autostima. 

Da ciò nasce la necessità di ritagliare uno spazio tutto per sé, in cui coltivare interessi e passioni che animano la nostra vita e le conferiscono una marcia in più. 

“Nel mondo nulla di grande è stato fatto senza passione”, affermava il filosofo Georg Wilhelm Friedrich Hegel. 

Le nostre passioni alimentano la gioia di vivere, ci regalano autostima, tengono alla larga l’ansia e la depressione, ci rendono più fiduciosi nei nostri mezzi.

Spesso quando avvertiamo spossatezza, noia è perché ci sobbarchiamo di eccessivi doveri e tralasciamo di dedicarci a ciò che ci fa star bene e che riempirebbe di entusiasmo le nostre giornate.

Coltivare un forte interesse, che può consistere anche in un impegno protratto nel tempo, per un'attività (personale, sociale, solidale, politica, ecc.) significa alimentare il benessere, impegnare costruttivamente la nostra mente.

Seguire le proprie passioni dona gioia, entusiasmo, felicità, gratificazione. Accantonarle, al contrario, porta insoddisfazione, depressione, inquietudine.

Ogni individuo è un essere unico, dotato di proprio talento e personalità e, coltivando la propria passione, è come se riconoscesse la propria identità.

Avere e praticare un hobby è estremamente appagante.

Frequentemente il non riuscire a dedicarsi alle proprie passioni non è dovuto allo scarso tempo a disposizione ma al trovare l’energia necessaria al fine di cambiare le proprie priorità.

Quante volte si sente parlare di persone che sono solite trascinarsi stancamente da un giorno all’altro, rimanendo immobili in uno stato di negatività ed insoddisfazione!

“Per non assuefarsi, non rassegnarsi, non arrendersi, ci vuole passione. Per vivere ci vuole passione.”
Oriana Fallaci

E’ salutare iniziare a pensare di più a noi stessi preoccupandoci meno delle aspettative degli altri. 

Non è questo egoismo ma è semplicemente ricercare la propria strada, la propria identità, il proprio miglioramento personale.

E’ necessario, al fine di preservare il nostro equilibrio psicofisico, imparare ad individuare le passioni, a trovare loro il giusto spazio, a difenderle sempre dagli impegni, dalla sensazione di perdere tempo, dalle critiche, dai condizionamenti esterni. 

Teniamo sempre nella giusta considerazione che esse ci aiutano a stare bene con noi stessi e, pertanto, non dovrebbero mai essere trascurate.

“La passione tinge dei propri colori tutto ciò che tocca.”
Baltasar Gracián

Può essere rilevante definire le attività alle quali vorremmo dedicare regolarmente del tempo ed impegnarci a trovare momenti della nostra giornata da riservare ad esse.

Ricordiamoci che volere è potere e se focalizziamo la nostra attenzione sui nostri veri desideri, possiamo essere in grado di tradurli in azioni concrete.

Se riflettiamo, anche la scuola dovrebbe aiutare ogni studente a riconoscere le proprie passioni, i propri talenti, la propria vocazione e consigliare un percorso formativo il più possibile adatto per il conseguimento di una professionalità in linea con le attitudini e passioni.

Ringraziandovi per la lettura concludo questo post con la seguente citazione.

“Ognuno di noi fa sempre quello che vuol fare. Questo è vero per ogni atto. Potrai dire di aver dovuto fare qualcosa o di essere stato costretto a farlo, ma in realtà, qualunque cosa tu decida di fare, lo fai per scelta. Soltanto tu hai il potere di scegliere per te stesso.”
W. Clement Stone

lunedì 31 marzo 2014

Saper ascoltare

Margherite

"Parlare è una necessità, ascoltare è un'arte."
Goethe

Ascoltare l’altro è una bellissima dimostrazione di rispetto e di attenzione nonché il modo miglior per costruire la fiducia, instaurare relazioni vere e durature, generare idee.

A tal fine, è fondamentale mantenere la concentrazione su ciò che l’altro ci sta dicendo, non interromperlo, sospendere il nostro giudizio ed aprire la nostra mente ed il nostro cuore, oltre alle orecchie.

Quando ascoltiamo, dobbiamo accogliere fino in fondo ciò che l’altro afferma, comprendendo cosa desidera comunicarci, evitando di interpretare soggettivamente i messaggi, e far comprendere di aver effettivamente capito anche attraverso la formulazione di domande e riassumendo le informazioni. 

Importante è provare interesse ed abbandonare la convinzione di sapere già ciò che l’altro vuole esprimerci, essere interiormente calmi, disponibili, rilassati e ricettivi. 

La percezione di non sentirsi ascoltati è causa di delusione, frustrazione perché ci si sente incompresi, non considerati.

E’ provato, ad esempio, come sia importante ascoltare i bambini. Un ascolto distratto dei bambini può causare loro un abbassamento dell’autostima. 

Da alcune ricerche si evince che udiamo metà di ciò che ci viene detto, ascoltiamo metà di ciò che udiamo, comprendiamo la metà di ciò che ascoltiamo, crediamo a metà di ciò che capiamo e teniamo a mente solo metà di ciò a cui crediamo.

Tutti noi desideriamo essere ascoltati ma, in realtà, ci accorgiamo che purtroppo, solo pochi sanno ascoltare.

"Nessun uomo ascolterebbe ciò che hai da dire se non sapesse che dopo toccherà a lui parlare."
Watson Howe

Questa citazione evidenzia come frequentemente le persone siano troppo occupate ad attendere il proprio turno e non ad ascoltare con apertura mentale gli altri.

In proposito, vi invito alla riflessione con due brevi racconti molto significativi che sono lieta di menzionarvi qui di seguito.


C’era una volta un pover’uomo che chiedeva qualche spicciolo all’angolo di una strada.
Era conosciuto da molti negozianti e passanti della zona come una persona mite e che non dava assolutamente alcun fastidio: si limitava con molta discrezione ad esporre il suo cappello ed un breve biglietto per raccontare la sua storia.
Con regolarità passava da lui un signore molto distinto, che si fermava a parlare con lui.
All’inizio nessuno dei vicini ci fece caso, ma poi questa presenza periodica iniziò ad attirare l’attenzione.
Qualcuno notò che questo signore, sempre ben vestito, non lasciava mai neanche un soldo, e così incominciarono a circolare critiche di tutti i generi sulla “tirchieria” di questo personaggio.
Tuttavia l’ometto sembrava sempre molto contento di vederlo.
Una volta uno dei negozianti presso cui il nostro ometto stazionava, dopo che il signore distinto fu andato via, gli chiese: “Come stanno andando le entrate oggi?”
“Molto poco… anzi quasi nulla…”
In quel momento passò una signora che lasciò qualche centesimo… 
Al che il negoziante aggiunse con una punta di sarcasmo: “Certo però che se almeno quel signore così distinto ti desse una frazione dei suoi averi, potresti evitare di stare qui tutto il giorno…”
“Oh, no, non è così – rispose l’ometto – Sai chi è quello? Quello è il presidente di una grande società: per parlare con lui la gente fa la fila per settimane. Ogni minuto del tuo tempo vale un sacco di soldi…”
“E allora? A maggior ragione dovrebbe dare di più…”
“Ma lui da di più… Mi dona ogni giorno il bene più prezioso che ha, una cosa che non si riguadagna: un po’ del suo tempo per ascoltarmi e per farmi sentire importante per qualcuno… E’ qualcosa che non potrà più avere in nessun modo, perché il tempo non ritorna.
Autore anonimo


Saper ascoltare è veramente amare!!! 

Mauro proveniva da una buona famiglia, con genitori amorevoli, due fratelli e una sorella, che avevano successo nella vita scolastica e sociale. 
Vivevano in un bel quartiere e Mauro aveva tutto quello che un ragazzino può desiderare. 
Ma alle elementari Mauro fu subito etichettato come soggetto «speciale».
Nelle medie era il «disadattato piantagrane». 
Alle scuole superiori cominciò a inanellare espulsioni e voti disastrosi.
Una domenica, un insegnante incrociò la famiglia e disse: "Mauro sta facendo molto bene in questo periodo. Siamo molto soddisfatti di lui".
"Forse ci state confondendo con un'altra famiglia..." disse il padre.
"Il nostro Mauro non ne azzecca mai una. Siamo molto imbarazzati e non sappiamo capire perché".
Mentre l'insegnante se ne andava, la madre osservò: "Però, a pensarci bene, Mauro non si è cacciato nei guai nell'ultimo mese. Inoltre è sempre andato a scuola presto e si è sempre fermato più del necessario. Che cosa starà succedendo?"
Alla consegna della prima pagella, i genitori di Mauro si aspettavano voti bassi e note insoddisfacenti sul comportamento.
Invece sulla pagella c'erano voti più che sufficienti e una menzione speciale in condotta.
Mamma e papà erano sconcertati.
"A chi ti sei seduto vicino, per avere questi voti?" chiese papà con sarcasmo.
"Ho fatto tutto da solo" rispose umilmente Mauro.
Perplessi e non completamente convinti, i genitori di Mauro lo riportarono a scuola per parlare con il preside.
Egli assicurò loro che Mauro stava andando molto bene.
"Abbiamo una nuova insegnante di sostegno, e sembra che lei abbia una particolare influenza su Mauro" disse.
"Penso che dovreste conoscerla".
Quando il trio si avvicinò, la donna aveva il capo abbassato.
Le ci volle un istante per accorgersi che aveva visite.
Quando lo capì, si alzò in piedi e iniziò a gesticolare con le mani.
"Cos'è questo?" chiese indignato il padre di Mauro.
"Linguaggio dei segni? Questa donna è sordomuta!"
"Ecco perché è così straordinaria" disse Mauro, mettendosi in mezzo.
"Lei fa molto di più, papà. Lei sa ascoltare!"
Autore anonimo


"Cellulari, chat, email, tutto sembra favorire la comunicazione tra le persone.
Eppure si possono scambiare tante parole e tanti messaggini con molte persone e sentirsi profondamente soli. Se non c'è nessuno che ti «ascolta veramente» a che servono tante parole?"
Citazione Anonima

Sono del parere che dedicare del tempo all’ascolto sincero è uno dei regali più belli che possiamo fare agli altri e a noi stessi.

lunedì 24 marzo 2014

Augurare il meglio

Rosa

Augurare vuol dire condividere con altri un desiderio di bene.

Ogni augurio è una benedizione, un'invocazione della grazia di Dio su persone o su qualcosa.

Augurare significa, infatti, manifestare al nostro prossimo il desiderio che accada qualcosa di positivo e di favorevole o che qualcosa vada a buon fine.

Il nostro augurio di bene è molto importante perché riguarda la sfera spirituale e, indirettamente, quella materiale.

Augurare il bene è desiderare incondizionatamente il bene illimitato per gli altri e per gli avvenimenti della vita, attingendo alle fonti più profonde e più intime del nostro essere.

In proposito, vi menziono un testo stupendo di un autore sconosciuto.


Non ti auguro…

Non ti auguro, banalmente, di essere felice: ti auguro di saper trovare la felicità in ogni piccola cosa che ti circonda.
Non ti auguro il meglio facilmente: preferisco sapere che saprai trovare il meglio da ogni situazione.
Non ti auguro di non aver mai paura: preferisco augurarti di trovare il coraggio di andare avanti e vivere fino in fondo la tua vita.
Non ti auguro di non sbagliare mai: accontentati di poter rimediare ai tuoi errori.
Non ti auguro di fare sempre la cosa giusta, ma solo di voler imparare dai tuoi sbagli.
Non ti auguro di non aver bisogno di nessuno: sappi tendere la mano per farti aiutare quando non sei sicura.
Non ti auguro di avere troppi amici, ma ti auguro di saper essere amichevole con tutti.
Non ti auguro di essere saggia: limitati a saper distinguere tra ciò che è bene e ciò che è male e a saper scegliere la via giusta da seguire.
Anonimo


Vi auguro ogni bene e vi invito a leggere qui di seguito il bellissimo testo di Santa Teresa Di Calcutta.


La pace 

Possa oggi esserci la pace.
Possa tu avere fiducia nelle tue possibilità.
Che tu sia esattamente dove avresti voluto essere.
Possa tu non dimenticare le infinite possibilità che nascono dalla fede.
Possa tu usare questi doni che hai ricevuto e trasmettere l’amore che ti è stato donato..
Sii contento di sapere di essere figlio di Dio.
Sia questa presenza fissata nelle tue ossa, e permetti alla tua anima di essere libera di cantare, ballare, glorificare e amare.
Sia così per ognuno di voi.

Santa Teresa di Calcutta

lunedì 17 marzo 2014

Promettere a noi stessi

Fresie

"Fare a se stessi una promessa e mantenerla: è un modo per allontanare i propri limiti."
Catherine Rambert

L’intenzionalità è lo stimolo che ci permette di imparare qualcosa di nuovo.

Motivare noi stessi mette in luce le nostre potenzialità e ci consente di  migliorare.

Significativa l’affermazione di Maria Robinson "Nessuno può tornare indietro e cambiare l’inizio, ma può ricominciare da oggi per cambiare la fine".

Tra i buoni propositi, scegliamo di vivere consapevolmente momento per momento.

Scegliamo di rinunciare alla critica serrata ed alla disperazione, all’estenuante giudizio sul passato, alle apprensioni sul futuro, e focalizziamo la nostra  attenzione  sul presente.

Possiamo riprovare in ogni istante.

La vita non deve essere mai sprecata ma vissuta appieno, cogliendo sempre l’occasione per gioire, ringraziare il Signore, per amare, fare del bene, perdonare, chiedere scusa, per valorizzare ciò che è importante.

Vivere sereni non significa rimuovere ogni forma di dolore o sofferenza, perché ciò non è nelle nostre possibilità, né esaudire ogni nostro desiderio, ma apprezzare ciò che siamo e ciò che abbiamo, ascoltando sempre la nostra voce interiore.

La serenità è uno stato di quiete e di calma interiore. Ciascuno di noi può considerarsi come uno specchio d’acqua che rimane limpido qualora non venga contaminato.

Pensare positivamente significa riconoscere innanzitutto che i nostri pensieri originano le esperienze che viviamo e determinano la qualità della nostra vita.

 Da qui l’importanza di accogliere esclusivamente pensieri sereni e vitali.

Bisogna respingere la convinzione che si raggiungerà la felicità solo se si verificheranno determinate condizioni nella nostra vita: un nuovo amore, un lavoro migliore, una casa più spaziosa… importante pensare che possiamo essere felici a prescindere da queste situazioni ed apprezzare ciò che abbiamo a disposizione.

La fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità, conducono  a realizzare il terreno fertile per attirare relazioni interpersonali costruttive, amicizie sincere e profonde, serene relazioni sentimentali e gratificazioni professionali.

E’ necessario cambiare atteggiamento e cioè non limitarci ad attendere che le cose succedano, compresa la nostra felicità, ma gestire un ruolo attivo e cioè assumerci la responsabilità di creare noi stessi un clima ideale.

Non dovremmo mai sentirci intrappolati dalle nostre emozioni, e scegliere di vivere felici per il tempo che ci è dato, senza rimanere nell’attesa di qualcosa che provenga dal mondo esterno, senza logorarci con il rancore o il rimpianto.

Convinciamoci che la nostra felicità non aumenta proporzionalmente in base al numero dei possedimenti affettivi o materiali che otteniamo, bensì alla capacità di sentirci soddisfatti di noi stessi e di percepirci sereni nel nostro cuore, indipendentemente da tutto.

Bellissimo il testo che sono lieta di menzionarvi di seguito e che dovremmo sempre mettere in pratica, iniziando dal momento in cui ci svegliamo ogni mattina e che dovrebbe rappresentare il nostro buongiorno.


Prometto a me stesso

Di essere così forte da non permettere a niente e nessuno  di disturbare la mia pace interiore.
Di parlare di salute, felicità e prosperità a chiunque incontro.
Di far sentire a tutti i miei amici che c’è qualcosa di bello in loro.
Di guardare il lato luminoso di ogni cosa e rendere vero il mio ottimismo.
Di pensare solo al meglio, di lavorare solo per il meglio e di aspettarmi solo il meglio.
Di essere entusiasta dei successi altrui come lo sono dei miei.
Di dimenticare gli errori del passato e concentrarmi sui grandi traguardi del futuro.
Di avere sempre un’espressione felice e fare un sorriso a tutte le creature che incontro.
Di dedicare talmente tanto tempo a migliorare me stesso da non avere tempo per criticare gli altri.
Di essere troppo grande per le preoccupazioni, troppo nobile per la rabbia, troppo forte per la paura
e troppo felice per permettere la presenza di problemi.
Di pensare bene di me stesso e di proclamarlo al mondo, non ad alta voce, ma con grandi sfide.
Di vivere nella fiducia che il mondo intero è dalla mia parte, fino a che sono fedele al meglio che è in me.

Christian D. Larson