domenica 12 ottobre 2014

Vivere nella gioia e nella pace del Signore

Cascate


La pace dell'anima è un tesoro preziosissimo ed è sempre più difficile riscontrarla nella nostra società superficiale, materialista, consumista. 

Capita troppo spesso che le persone si preoccupino di cose futili, insignificanti e tendano ad apparire piuttosto che essere.

Spesso si conduce un'esistenza frenetica, senza meta. Si corre per fare cosa, per arrivare dove?

Quante volte viene rincorso il successo immediato e lo si ottiene, nella maggior parte dei casi, sacrificando la correttezza e l'onestà!

Quale è la causa di questa povertà interiore che è così lacerante? È forse l'assenza di Dio nella nostra quotidianità?

Se ci comportiamo come se Dio non ci fosse, che senso ha la nostra vita?

Perché nella nostra società si avverte la perdita dei valori esistenziali che invece dovrebbero essere la guida della nostra vita?

Dovremmo essere consapevoli che la nostra bussola è Dio.

Per non sentirci soli, insoddisfatti, amareggiati, disorientati, accogliamo il Signore nella nostra vita, lasciamoci ispirare dalla Sua Luce, dal Suo Amore e riconosciamo che solo Lui è la fonte della pace della nostra anima.

Viviamo in semplicità, apprezziamo ciò che è essenziale, accontentiamoci senza pretendere il superfluo.

In proposito vi presento, qui di seguito, un bellissimo testo con l'augurio che possa rappresentare la Guida delle nostre azioni ed intenzioni al fine di vivere una vita piena, serena, nella gioia e nella gratitudine per tutto ciò che il Signore ci dona.

IL DIGIUNO CHE PIACE A DIO 

Digiuna dal giudicare gli altri: scopri Cristo che vive in loro.

Digiuna dal dire parole che feriscono: riempiti di frasi che risanano.

Digiuna dall'essere scontento: riempiti di gratitudine.

Digiuna dalle arrabbiature: riempiti di pazienza.

Digiuna dal pessimismo: riempiti di speranza cristiana.

Digiuna dalle preoccupazioni inutili: riempiti di fiducia in Dio.

Digiuna dal lamentarti: riempiti di stima per quella meraviglia che è la vita.

Digiuna dalle pressioni e insistenze: riempiti di una preghiera incessante.

Digiuna dall'amarezza: riempiti di perdono.

Digiuna dal dare importanza a te stesso: riempiti di compassione per gli altri.

Digiuna dall'ansia per le tue cose: compromettiti nella diffusione del Regno.

Digiuna dallo scoraggiamento: riempiti di entusiasmo nella fede.

Digiuna da tutto ciò che ti separa da Gesù: riempiti di tutto ciò che a Lui ti avvicina.

Spirito Santo, che hai condotto Gesù nel deserto, dove Egli ha digiunato per quaranta giorni e quaranta notti, per l'intercessione di Maria SS., Madre di Gesù e Madre mia,
aiutaci a digiunare così come tu vuoi.

Anonimo

domenica 7 settembre 2014

Il vero senso dell'Amore

Gerbere gialle

L'amore è l'esperienza più salutare, più producente, più meravigliosa della vita.
Leo Buscaglia 

Il vero amore è volere il bene dell'altro, accettarlo per quello che è, amare i suoi difetti e i suoi pregi, saper chiedere scusa se si commette un errore, perdonare, condividere gioie e dolori, superare eventuali momenti difficili che possono presentarsi nella quotidianità, mantenere la pazienza e la forza d'animo dinanzi ai problemi da affrontare insieme con positività. 

Le contrarietà, infatti, non spengono il vero amore: il sacrificio generosamente condiviso rafforza l'unione. 

Il vero amore è considerare il proprio partner come l'unica persona che può veramente renderti felice e che ti accompagnerà nel tuo cammino di vita.

E' splendido constatare come l’amore romantico dura per sempre. 

Anche il nostro Papa Francesco afferma: "un amore per sempre è possibile".

Quando io ti accolgo nella mia vita, ho quattro braccia anziché due. Due teste. Quattro gambe. Due possibilità di gioia. Sicuro, anche due possibilità di lacrime. Ma io posso essere lì quando tu piangi e tu puoi essere lì quando piango io. Perché nessuno dovrebbe piangere mai da solo.
Leo Buscaglia 


L'amore è come uno specchio, quando ami qualcuno tu diventi il suo specchio e lui il tuo.
E specchiandoti nel reciproco amore vedi l'infinito.
Leo Buscaglia 


Ho scelto per questo mio post il titolo il vero senso dell'amore avendo avuto l'ispirazione dalla lettura di un testo stupendo che mi ha particolarmente commosso. 
Si tratta della dimostrazione di amore intenso di un anziano marito nei confronti della propria moglie malata che non lo riconosce più.

Vi invito alla lettura del seguente testo.


APPUNTAMENTO ALLE 9 – Il vero senso dell’amore

Era una mattinata movimentata, quando un anziano gentiluomo di un'ottantina di anni arrivò per farsi rimuovere dei punti da una ferita al pollice. 

Disse che aveva molta fretta perché aveva un appuntamento alle 9:00.

Rilevai la pressione e lo feci sedere, sapendo che sarebbe passata oltre un'ora prima che qualcuno potesse vederlo. Lo vedevo guardare continuamente il suo orologio e decisi, dal momento che non avevo impegni con altri pazienti, che mi sarei occupato io della ferita. 

Ad un primo esame, la ferita sembrava guarita: andai a prendere gli strumenti necessari per rimuovere la sutura e rimedicargli la ferita. 

Mentre mi prendevo cura di lui, gli chiesi se per caso avesse un altro appuntamento medico dato che aveva tanta fretta. L'anziano signore mi rispose che doveva andare alla casa di cura per far colazione con sua moglie. 

Mi informai della sua salute e lui mi raccontò che era affetta da tempo dall'Alzheimer. 

Gli chiesi se per caso la moglie si preoccupasse nel caso facesse un po' tardi. 

Lui mi rispose che lei non lo riconosceva già da 5 anni. 

Ne fui sorpreso, e gli chiesi: "E va ancora ogni mattina a trovarla anche se non sa chi è lei?" 

L'uomo sorrise e mi batté la mano sulla spalla dicendo: "Lei non sa chi sono, ma io so ancora perfettamente chi è lei". 

Dovetti trattenere le lacrime... avevo la pelle d'oca e pensai: "Questo è il genere di amore che voglio nella mia vita". 

Il vero amore non è né fisico né romantico. Il vero amore è l'accettazione di tutto ciò che è, è stato, sarà e non sarà. 

Racconto anonimo


Sempre sul tema dell'amore vi propongo il seguente bellissimo testo di San'Agostino.


LETTERA DI SANT’AGOSTINO ALL’UOMO PER AMARE UNA DONNA IN PIENEZZA E PER SEMPRE

Giovane amico, se ami questo è il miracolo della vita.

Entra nel sogno con occhi aperti e vivilo con amore fermo.

Il sogno non vissuto è una stella da lasciare in cielo.

Ama la tua donna senza chiedere altro all’infuori dell’eterna domanda che fa vivere di nostalgia i vecchi cuori.

Ma ricordati che più ti amerà e meno te lo saprà dire. Guardala negli occhi affinché le dita si vincolino con il disperato desiderio di unirsi ancora; e le mani e gli occhi dicano le sicure promesse del vostro domani. Ma ricorda ancora, che se i corpi si riflettono negli occhi, le anime si vedono nelle sventure.

Non sentirti umiliato nel riconoscere una sua qualità che non possiedi.

Non crederti superiore poiché solo la vita dirà la vostra diversa sventura.

Non imporre la tua volontà a parole, ma soltanto con l’esempio.

Questa sposa, tua compagna di quell’ignoto cammino che è la vita, amala e difendila, poiché domani ti potrà essere di rifugio.

E sii sincero giovane amico, se l’amore sarà forte ogni destino vi farà sorridere.

Amala come il sole che invochi al mattino.

Rispettala come un fiore che aspetta la luce dell’amore.

Sii questo per lei, e poiché questo deve essere lei per te, ringraziate insieme Dio, che vi ha concesso la grazia più luminosa della vita! 

S. Agostino

lunedì 11 agosto 2014

Guarire con l'amore

Genzianella

L’amore è una potente forza che agisce sulla prevenzione e sulla cura delle malattie.

Uno studio americano ha dimostrato come l’amore, anche in chi soffre di depressione, sia la cura più efficace per poterla superare.

Avere accanto una persona affettuosa significa, infatti, essere compresi, ricevere coccole, premure ed è salutare soprattutto quando la voglia di vivere è ridotta al minimo.

L’amore, l'affetto possono considerarsi un ottimo antidepressivo che aiuta a risollevare l’animo e ad uscire dal male oscuro della depressione.

I principali sintomi della depressione quali la tristezza, la mancanza di interesse nelle attività quotidiane, la spossatezza, la diminuzione dell’appetito, la mancanza di stimoli, l'insonnia o sonnolenza eccessiva, la mancanza di autostima e di energie, possono essere alleviati dalle dimostrazioni di affetto.

Il sentirsi amati ed importanti per qualcuno, ridesta dallo stato di apatia in cui sovente si precipita ed incide positivamente sullo stato d'animo che reagisce con ritrovato slancio vitale.

Un piacevole contatto fisico rappresenta una naturale fonte di benessere, gioia e risveglia il piacere di vivere.

La depressione causata molto spesso da una grande solitudine,  può trovare una nuova linfa vitale proprio nell'amore.

In particolare chi è depresso desidera ardentemente l'affetto degli altri.

Le coccole, le attenzioni, il contatto fisico di un abbraccio, una carezza, un bacio fanno sentire bene.

Con l'amore la persona rinasce, si sente viva, ha di nuovo voglia di fare e supera più agevolmente le difficoltà e lo sconforto.

Esternare l'affetto o l'amore, sia attraverso le parole che le azioni, giova sia al fisico che alla mente.

L'azione del condividere i sentimenti sembra essere sufficiente a produrre il benessere.

E' infatti noto come il bisogno principale di ciascun essere umano sia quello di dare e di ricevere amore.

Abbiamo tutti bisogno di amare e di essere amati. Troppo spesso la nostra società privilegia i valori materiali (il denaro, l'esteriorità, il possesso, etc.), che sono in netto contrasto con il sentimento dell'amore.

Da sempre il contatto e la carezza rappresentano una necessità primaria di ciascuna persona.

Prendersi cura dell'altro, manifestando il proprio amore,  donando affetto, comprensione ed attenzioni crea benessere.

Il bene, l'amore, l'affetto possono guarire quasi tutti i mali del mondo e una piccola carezza può dare molto di più di un fiume di parole.
Romano Battaglia

L'amore è una grande medicina. 
Madre Teresa di Calcutta

Su questo tema, vi invito a leggere il seguente testo che offre utili spunti di riflessione.


DITELO PRIMA

Lui era un omone robusto, dalla voce tonante e i modi bruschi. Lei era una donna dolce e delicata. Si erano sposati. Lui non le faceva mancare nulla, lei accudiva la casa ed educava i figli. I figli crebbero, si sposarono, se ne andarono. Una storia come tante.

Ma, quando tutti i figli furono sistemati, la donna perse il sorriso, divenne sempre più esile, non riusciva più a mangiare e in breve non si alzò più dal letto.

Preoccupato, il marito la fece ricoverare in ospedale.

Vennero al suo capezzale medici e specialisti famosi. Nessuno riusciva a scoprire il genere di malattia. Scuotevano la testa e dicevano: "Mah!". L'ultimo specialista prese da parte l'omone e gli disse: "Direi semplicemente che sua moglie non ha più voglia di vivere!".

Senza dire una parola, l'omone si sedette accanto al letto della moglie e le prese la mano. Una manina sottile che scomparve nella manona dell'uomo. Poi, con la sua voce tonante, disse deciso: "Tu non morirai!".

"Perché?", chiese lei, in un soffio lieve.

"Perché io ho bisogno di te!".

"E perché non me l'hai detto prima?".

Da quel momento la donna cominciò a migliorare. E oggi sta benissimo. Mentre medici e specialisti continuano a chiedersi che razza di malattia avesse e quale straordinaria medicina l'avesse fatta guarire così in fretta.

Non aspettare mai domani per dire a qualcuno che l'ami. Fallo subito. Non pensare: "Ma mia madre, mio figlio, mia moglie lo sa già". Forse lo sa. Ma tu ti stancheresti mai di sentirtelo ripetere? Non guardare l'ora, prendi il telefono: "Sono io, voglio dirti che ti voglio bene". Stringi la mano della persona che ami e dillo: "Ho bisogno di te! Ti voglio bene, ti voglio bene, ti voglio bene".

L'amore è la vita. Vi è una terra dei morti e una terra dei vivi. Chi li distingue è l'amore.

Bruno Ferrero

lunedì 7 luglio 2014

Veder felici gli altri

Pianta

Mi stavo interrogando su cosa ci rende felici e soddisfatti  nella vita quotidiana.

Sono del parere che rimanere esclusivamente concentrati sulla realizzazione dei propri desideri ed obiettivi non conduce alla felicità.

Al contrario, poter essere di sostegno al nostro prossimo ci consente di apprezzare meglio ciò che siamo, ciò di cui disponiamo e ciò che possiamo offrire al mondo. 

Anziché focalizzare l’attenzione su noi stessi, credo che l’apertura nei confronti del nostro prossimo può divenire motivo di gioia.

Donare alimenta in noi l’energia e la consapevolezza di possedere al nostro interno una forza che può essere utile, se messa a disposizione di qualcun altro.

Se sperimentiamo la gioia del dare anziché la pretesa di ricevere, possiamo percepire l’entusiasmo e la gratitudine per tutte le cose belle che già ci circondano e provare appagamento per questo.

A mio avviso, la capacità di vedere noi stessi negli altri, il donare incondizionatamente, è moto gratificante e regala felicità.

"La felicità non è altro che la gioia di veder felici gli altri."
George Byron

Il poter condividere ciò che abbiamo con gli altri rende il tutto ancora più meraviglioso, e forse la nostra felicità più vera consiste proprio nel donarci al prossimo e renderlo partecipe della nostra vita e motivo della nostra gioia.

Proprio su questo tema, vi invito alla lettura di un interessante racconto dal quale possiamo trarre utili spunti di riflessione.


La pietra azzurra

Il gioielliere era seduto alla scrivania e guardava distrattamente la strada attraverso la vetrina del suo elegante negozio. 

Una bambina si avvicinò al negozio e schiacciò il naso contro la vetrina. I suoi occhi color del cielo si illuminarono quando videro uno degli oggetti esposti. Entrò decisa e puntò il dito verso uno splendido collier di turchesi azzurri. "E’ per mia sorella. Può farmi un bel pacchetto regalo?".

Il padrone del negozio fissò incredulo la piccola cliente e le chiese: "Quanti soldi hai?". 

Senza esitare, la bambina, alzandosi in punta di piedi, mise sul banco una scatola di latta, la aprì e la svuotò. Ne vennero fuori qualche biglietto di piccolo taglio, una manciata di monete, alcune conchiglie, qualche figurina. "Bastano?", disse con orgoglio. "Voglio fare un regalo a mia sorella più grande. Da quando non c'è più la nostra mamma, è lei che ci fa da mamma e non ha mai un secondo di tempo per se stessa. Oggi è il suo compleanno e sono certa che con questo regalo la farò molto felice. Questa pietra ha lo stesso colore dei suoi occhi". 

L'uomo entra nel retro e ne riemerge con una stupenda carta regalo rossa e oro con cui avvolge con cura l'astuccio. "Prendilo" disse alla bambina. "Portalo con attenzione". 

La bambina partì orgogliosa tenendo il pacchetto in mano come un trofeo.

Un'ora dopo entrò nella gioielleria una bella ragazza con la chioma color miele e due meravigliosi occhi azzurri. Posò con decisione sul banco il pacchetto che con tanta cura il gioielliere aveva confezionato e dichiarò: "Questa collana è stata comprata qui?". 

"Sì, signorina".     

"E quanto è costata?". 

"I prezzi praticati nel mio negozio sono confidenziali: riguardano solo il mio cliente e me". 

"Ma mia sorella aveva solo pochi spiccioli. Non avrebbe mai potuto pagare un collier come questo". 

Il gioielliere prese l'astuccio, lo chiuse con il suo prezioso contenuto, rifece con cura il pacchetto regalo e lo consegnò alla ragazza. "Sua sorella ha pagato. Ha pagato il prezzo più alto che chiunque possa pagare: ha dato tutto quello che aveva".
Don Bruno Ferrero 

martedì 17 giugno 2014

Non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi

Fiori arancioni

Nella vita quotidiana frequentemente si tende a ricercare la perfezione nel nostro operato e, conseguentemente,  a procrastinare ciò che potremmo agevolmente compiere oggi.

Con il passare del tempo questo atteggiamento diventa un’abitudine e può alimentare il senso d’insicurezza ponendoci in uno stato di attesa del momento migliore, quello che noi riteniamo opportuno, e che non è certo che si presenterà.

Oggi, e non domani, è ad esempio l’occasione  giusta per fare qualcosa che ci preoccupa e che non abbiamo finora mai risolto. Ora può essere il momento opportuno per  fare del bene, per donare amore ed il nostro tempo agli altri, per renderci utili.

Teniamo sempre a mente che la vita è un continuo mutare e non abbiamo alcuna conoscenza di cosa succederà. 

La vita è adesso, come il titolo di un famoso successo di Claudio Baglioni.

Essa rappresenta  un'occasione unica ed irripetibile.

E’ fondamentale abituarci a vivere intensamente ogni attimo della nostra vita in quanto possiamo dare senso all'oggi, alle nostre azioni, senza rinviare ad un altro momento che potrebbe rivelarsi tardi.

Riflettendo su questo argomento, mi sono tornati in mente due brani che sono lieta di proporvi qui di seguito e che ci insegnano l’importanza del “Carpe Diem”.  

Vi auguro una buona lettura.

Ricorda che domani potrebbe essere troppo tardi !

Se sei arrabbiato con qualcuno e nessuno dei due fa nulla per sistemare le cose, fallo tu!

Può darsi che oggi questa persona voglia ancora essere tua amica e se non fai qualcosa, forse domani potrebbe essere troppo tardi...

Se sei innamorato di qualcuno, però questa persona non lo sa... diglielo!

Magari oggi anche questa persona è innamorata di te e se non glielo dici oggi, può darsi che domani sia troppo tardi...

Se muori dalla voglia di dare un bacio a qualcuno... daglielo!

Forse anche questa persona vorrebbe avere un tuo bacio e se non glielo dai oggi, può darsi che domani sia troppo tardi...

Se ami ancora una persona che credi ti abbia dimenticato... diglielo!

Forse questa persona ha sempre continuato ad amarti, e se non glielo dici oggi, forse domani sarà troppo tardi...

Se hai bisogno dell'abbraccio di un amico... chiediglielo!

Magari lui ne ha bisogno ancora più di te e se non glielo chiedi oggi, forse domani sarà troppo tardi...

Se hai degli amici che apprezzi veramente... diglielo!

Forse anche loro ti apprezzano, e se lasci che se ne vadano, o che si allontanino da te, forse domani sarà troppo tardi...

Se vuoi bene ai tuoi, e non hai mai avuto l'opportunità di dimostrarglielo... fallo!

Oggi sono lì con te, e puoi ancora dimostrarglielo, ma se se ne andassero... domani potrebbe essere troppo tardi!
Autore sconosciuto

Le cose che non hai fatto 

Ricordi il giorno che presi a prestito la tua macchina nuova e l'ammaccai? 

Credevo che mi avresti uccisa, ma tu non l'hai fatto.

E ricordi quella volta che ti trascinai alla spiaggia, e tu dicevi che sarebbe piovuto, e piovve?

Credevo che avresti esclamato: "Te l'avevo detto!". Ma tu non l'hai fatto.

Ricordi quella volta che civettavo con tutti per farti ingelosire, e ti eri ingelosito?

Credevo che mi avresti lasciata, ma tu non l'hai fatto.

Ricordi quella volta che rovesciai la torta di fragole sul tappetino della tua macchina?

Credevo che mi avresti picchiata, ma tu non l'hai fatto.

E ricordi quella volta che dimenticai di dirti che la festa era in abito da sera e ti presentasti in jeans?

Credevo che mi avresti mollata, ma tu non l'hai fatto.

Sì, ci sono tante cose che non hai fatto.

Ma avevi pazienza con me, e mi amavi, e mi proteggevi.

C'erano tante cose che volevo farmi perdonare quando tu saresti tornato dal Vietnam. Ma tu non l'hai fatto.

Ma tu non sei tornato.

Una regola d'oro: passeremo nel mondo una sola volta. Tutto il bene, dunque, che possiamo fare o la gentilezza che possiamo manifestare a qualunque essere umano, facciamoli  subito.
Non rimandiamolo a più tardi, né trascuriamolo, poiché non passeremo nel mondo due volte.
Bruno Ferrero