lunedì 29 dicembre 2025

2026 · Un nuovo anno da accogliere, come augurio di pace


Il nuovo anno si avvicina in punta di piedi.

Non fa rumore, non chiede promesse solenni, non pretende liste infinite di obiettivi. Arriva così com’è: come una soglia da attraversare, come una pagina ancora bianca che attende di essere abitata.

In questo tempo di passaggio sento il bisogno di fare spazio, più che di fare bilanci.

Di lasciare che ciò che è stato trovi il suo posto dentro di me, senza fretta di giudicare, senza la necessità di dare subito un senso a tutto. Alcuni giorni dell’anno che si chiude li porto nel cuore con leggerezza, altri con un silenzio più profondo, ma tutti hanno contribuito a modellare il mio sguardo e il mio modo di stare nel mondo.

Ci sono esperienze che hanno lasciato sorrisi, altre che hanno chiesto pazienza, altre ancora che mi hanno insegnato a rallentare e ad ascoltare di più. Anche ciò che non si è compiuto, anche ciò che è rimasto in sospeso, ha avuto un suo valore. Nulla è andato perduto, se ha saputo insegnarmi qualcosa su chi sono e su ciò che conta davvero per me.

❀ ❀ ❀

Con l’arrivo del 2026 non sento il desiderio di augurare “di più”, ma di meglio:

  • Migliore ascolto
  • Migliore presenza
  • Migliore fedeltà a ciò che, nel profondo, siamo davvero.

Viviamo in un tempo che ci spinge continuamente ad accelerare, a riempire, a dimostrare. Eppure, ciò che nutre l’anima nasce quasi sempre dal contrario: dalla lentezza, dal silenzio, dalla capacità di restare.

Entrare nel nuovo anno con passo lieve significa non forzarsi a essere diversi, ma concedersi di essere più autentici. Significa imparare a rispettare i propri tempi, accogliere i propri limiti, onorare anche le fragilità come parte del cammino.

❀ ❀ ❀

C’è un augurio che sento particolarmente vicino: non perdere il contatto con il proprio centro.

Quel luogo interiore in cui possiamo tornare ogni volta che il mondo diventa troppo rumoroso, ogni volta che le aspettative ci allontanano da noi stessi.

Che il 2026 possa regalarci la capacità di respirare prima di reagire, di ascoltare prima di giudicare, di scegliere con il cuore prima che con la paura. Che possa insegnarci a riconoscere ciò che è essenziale e a lasciare andare ciò che appesantisce.

❀ ❀ ❀

Nel nuovo anno non auguro perfezione, ma gentilezza.

Non auguro assenza di dolore, ma forza interiore.

Non auguro strade facili, ma sguardi capaci di trovare senso anche nei passaggi più difficili.

E auguro, a ciascuno di noi, di non dimenticare la bellezza delle cose semplici: una parola sincera, un tempo condiviso, un gesto di cura, un silenzio che consola.

❀ ❀ ❀

Il Giardino Interiore continuerà a essere questo: uno spazio senza fretta, dove le parole non servono a riempire, ma a far respirare. Un luogo dove fermarsi, sostare, ritrovarsi.

Con questo spirito, auguro a chi legge un Nuovo Anno abitato, vissuto con consapevolezza, attraversato con coraggio e custodito con amore.

Che il 2026 sia per tutti noi un anno in cui imparare, un po’ di più, a stare… con noi stessi, con gli altri, con la vita.

Con affetto e gratitudine,

Raffaella

sabato 20 dicembre 2025

Natale: tornare all’essenziale


Il Natale è un tempo che invita a rallentare, a ritrovare il silenzio e a tornare all’essenziale.

In questo spazio del Giardino Interiore desidero condividere una riflessione sul vero significato del Natale: una Festa che parla di spiritualità, memoria, attesa e speranza, lontana dal rumore del consumismo e più vicina al cuore.

Prima di iniziare questo nuovo pensiero, sento il desiderio di invitarti, se vorrai, a rileggere un mio post scritto nel Natale del 2013. È un testo nato in un altro tempo della mia vita, ma che continua a parlarmi ancora oggi, come fanno le parole sincere quando attraversano gli anni senza perdere verità.

❀ ❀ ❀

Ogni Natale, puntuale, mi invita a fermarmi. A rallentare. A guardarmi dentro.

È una Festa che porta luce, sì, ma anche profondità. E spesso, insieme alla gioia, fa riaffiorare emozioni più intime, delicate, talvolta malinconiche.

La mancanza delle persone care, in questo periodo, si fa sentire con maggiore intensità. Alcuni posti vuoti diventano più evidenti, alcuni silenzi più rumorosi. Tornano alla mente ricordi preziosi, momenti condivisi, gesti semplici che oggi vivono solo nella memoria. È una nostalgia dolce e dolorosa insieme, perché ci ricorda che certi attimi non torneranno, ma che proprio per questo hanno avuto un valore immenso.

Nel mio Giardino Interiore, il Natale è anche questo: uno spazio in cui accogliere la memoria senza respingerla, lasciando che i ricordi diventino carezze dell’anima, non ferite aperte. È un tempo in cui imparare a stare con ciò che c’è, e anche con ciò che non c’è più.

❀ ❀ ❀

Negli anni ho riflettuto spesso su come il Natale venga vissuto oggi. La frenesia, il consumo, l’ansia di dover riempire ogni spazio rischiano di farci perdere il senso profondo di questa Festa. Eppure, il Natale nasce nella semplicità, nel silenzio, nell’essenziale.

La vera attesa non è quella del regalo perfetto, ma di un incontro. È l’attesa di una luce che nasce nella notte, di una speranza che si fa piccola per poter entrare nel cuore di tutti. È una Festa che ci chiede meno cose e più presenza, meno apparenza e più verità.

Prepararsi al Natale, per me, significa tornare a uno sguardo più umano e più compassionevole. Significa riscoprire il valore del tempo donato, dell’ascolto sincero, della vicinanza emotiva. A volte basta poco: una parola gentile, una mano tesa, un silenzio condiviso.

❀ ❀ ❀

La tradizione cristiana ci offre un’immagine semplice e potente: la famiglia di Nazareth. Una famiglia povera di beni, ma ricca di amore, fiducia e affidamento. È un richiamo forte a fare delle nostre case luoghi di pace, dove il cuore possa riposare e sentirsi accolto.

In un mondo che spesso confonde il valore con il possesso, il Natale ci ricorda che ciò che conta davvero non si compra. Si vive. Si custodisce. Si condivide.

❀ ❀ ❀

Il mio augurio è che questo Natale possa essere per ciascuno di noi un ritorno all’essenziale.

Che ci aiuti a fare pace con la nostalgia, a trasformare la mancanza in gratitudine, il ricordo in luce. Che possa donarci uno sguardo più profondo sulla vita, sulle relazioni che ci abitano e su ciò che davvero nutre l’anima.

Se queste parole hanno trovato spazio nel tuo cuore, fermati un istante. Respira.

Il Natale, a volte, comincia proprio da qui.

Con affetto,

Raffaella


giovedì 11 dicembre 2025

Respirare per ritrovare calma


Cari amici del Giardino Interiore,

ci sono giorni in cui il ritmo della vita sembra accelerare, e noi, senza quasi accorgercene, gli andiamo dietro. Le ore scorrono veloci, il corpo si tende, la mente corre. È in quei momenti che il respiro si fa corto, trattenuto, e la calma ci sfugge dalle mani.

Qualche tempo fa mi è accaduto di provarlo sulla mia pelle. All’improvviso, senza un vero motivo, ho avvertito un forte cardiopalmo. Il cuore batteva in modo irregolare, come se avesse perso il suo ritmo naturale. Non era solo paura: era anche un segnale.

Dopo una visita accurata, il medico mi ha rassicurata, ma mi ha anche lasciato un consiglio prezioso: “Quando succede, respiri lentamente. Respiri al quadrato.

❀ ❀ ❀

Il respiro al quadrato è una pratica semplice, eppure sorprendente nella sua efficacia. Consiste nel:
  • inspirare per quattro secondi,
  • trattenere il respiro per altri quattro,
  • espirare lentamente per quattro,
  • e infine restare in silenzio per altri quattro, prima di ricominciare.
È un ritmo gentile, quasi una danza.
All’inizio può sembrare meccanico, ma poi diventa naturale, come un abbraccio tra corpo e mente.
Dopo qualche ciclo, sento il battito che rallenta, i muscoli che si distendono, i pensieri che si placano.

È come se ogni respiro mi riconducesse lentamente verso il mio centro, quel punto tranquillo dentro di me dove tutto torna a respirare insieme: corpo, cuore, anima.

❀ ❀ ❀

Respirare profondamente non è solo un gesto fisico.
È un modo per prendersi cura di sé, per tornare presenti, per dire al corpo “va tutto bene”.
Quando il respiro si fa lento, il battito cardiaco rallenta, la pressione si stabilizza, il sistema nervoso si riequilibra.
È una medicina sottile, silenziosa, sempre a portata di mano, che ci aiuta a gestire lo stress, a contenere l’ansia, a non perdere il contatto con ciò che siamo veramente.

Come scriveva Christian Bobin,
Respirare è vedere il mondo entrare in sé e lasciarlo uscire, leggermente trasformato.

Ogni respiro consapevole trasforma. Porta chiarezza dove c’è confusione, calma dove c’è paura, fiducia dove c’è smarrimento.

❀ ❀ ❀

Da quando pratico questo esercizio, ho imparato che la calma non è qualcosa da trovare, ma da coltivare.
Anche nei giorni più pieni, mi concedo qualche minuto per respirare in silenzio — sulla poltrona di casa, in palestra, mentre preparo il tè.
Non è una fuga dal mondo, ma un modo per restare nel mondo senza farmi travolgere.
Il respiro mi insegna che posso rallentare anche se tutto intorno corre, che posso stare in ascolto anche se il rumore è forte, che posso tornare a me stessa ogni volta che lo desidero.

❀ ❀ ❀

Vorrei lasciarvi con un piccolo invito: quando sentite il cuore accelerare o la mente affollarsi, provate anche voi a fare quattro respiri al quadrato.
Sentite come l’aria entra e nutre, come esce e libera.
Non serve altro.
Solo respirare — con dolcezza, con presenza, con gratitudine.

E forse scoprirete, come è accaduto a me, che il respiro è davvero un ponte invisibile: tra corpo e anima, tra paura e fiducia, tra ciò che siamo e ciò che possiamo diventare.

Con un respiro lieve,
Raffaella 🌿