sabato 7 febbraio 2026

La mia storia con la voce - Parte 2 - I primi passi, più per amore che per professione



Cari amici del Giardino Interiore,

riprendo questo racconto seguendo il filo sottile e prezioso che unisce la mia vita alla voce, per esplorare il momento in cui ho smesso di sognare e ho iniziato a fare.

❀ ❀ ❀

Ci sono passioni che non bussano alla porta chiedendo subito di diventare una professione, di trasformarsi in carriera. Chiedono, prima di tutto, spazio, ascolto, la possibilità di esprimersi con leggerezza. I miei primi passi nel mondo della radio sono stati esattamente così: guidati dall'amore più puro, non dall'ambizione di arrivare chissà dove.

Decisi di fare sul serio: iniziai a studiare per migliorare la mia voce, mi dedicai alla dizione e alla lettura espressiva con una curiosità insaziabile. 

Il mio desiderio più grande era quello di lavorare in radio, e speravo con tutto il cuore che qualcuno, prima o poi, potesse ascoltare la mia voce e darmi un'opportunità.

Il primo passo di questa avventura lo mossi io, con un gesto semplice e audace insieme: una telefonata ad una radio durante una trasmissione in diretta, solo per complimentarmi con il conduttore e richiedere un brano.

Quella chiamata improvvisata mi valse un invito a visitare la radio. Ero lì, dietro il vetro, completamente rapita da quella magia che avevo solo ascoltato da lontano. Iniziarono chiedendomi, quasi per gioco, di rispondere alle chiamate degli ascoltatori, in pratica mi fecero partecipare in diretta al programma.

Fu un assaggio, un'emozione indescrivibile. E poco dopo, l'inaspettato, il sogno che si avverava: il direttore artistico mi propose di collaborare, da subito, per tre ore tutti i pomeriggi, dal lunedì al venerdì con un programma d'intrattenimento musicale. Tutto ciò che avevo sempre desiderato si stava realizzando!

Parlare al microfono, preparare quei contenuti che mi emozionavano, entrare in diretta sapendo che qualcuno, da qualche parte, mi ascoltava, era una gioia semplice, quotidiana, eppure di un'intensità travolgente. Ogni pomeriggio diventava un appuntamento fisso con la felicità.

Abituarsi a quel "rosso" del microfono acceso, a quell'aria rarefatta e carica di energia dello studio, divenne la mia nuova normalità. Non era solo intrattenimento musicale; era un dialogo costante, un filo invisibile che mi legava a persone sconosciute, che magari stavano guidando l'auto, lavorando o semplicemente cercando un po' di compagnia.

Non cercavo traguardi da scalare o vette da raggiungere; ogni singola trasmissione aveva il sapore autentico e puro della scoperta, della condivisione inattesa, e non ho mai smesso di stupirmi di quella connessione.

❀ ❀ ❀

Negli anni '90 fare radio era un'altra cosa, un mestiere che sapeva ancora di lavoro manuale.

Non esistevano automatismi freddi, né playlist infinite che scorrevano da sole. La speaker era il fulcro di ogni cosa, gestendo con ascolto vigile e presenza totale ogni momento. Spesso — e fu chiesto anche a me — chi conduceva doveva imparare a fare tutto: governare la consolle, mandare in onda i brani, le pubblicità, i jingles. La voce, da sola, non bastava: doveva dialogare in tempo reale con la tecnica, istante dopo istante, senza possibilità di distrazione, con un'attenzione quasi maniacale.

È lì, in quella cabina insonorizzata, che ho compreso che il vero talento non si misurava solo nel modo in cui parlavo, nel tono della mia voce, ma nella capacità quasi magica di centrare l'intro. Un gesto piccolo, quasi invisibile all'ascoltatore, eppure assolutamente decisivo. Un esercizio di ascolto profondo e di precisione millimetrica: in quel passaggio silenzioso, voce e tecnica smettevano di essere due cose separate e diventavano un unico flusso, naturale, continuo.

Centrare l'intro significava proprio questo: smettere di parlare un istante prima che il cantante iniziasse a cantare la sua prima parola. Non durante, non dopo e nemmeno troppo prima, lasciando un vuoto innaturale. L'ultima mia sillaba doveva appoggiarsi sull'introduzione musicale e ritirarsi, leggera, per lasciare spazio alla voce del brano. Era una questione di respiro, più che di cronometro. L'ascoltatore non percepiva lo stacco, sentiva solo armonia.

Per questo non era solo tecnica. Richiedeva ascolto profondo dell'intro, conoscenza del brano, sensibilità musicale, presenza mentale totale.

Fare radio, allora, era un'esperienza completa, totalizzante. La diretta insegnava a esserci davvero, ad ascoltare prima di parlare, ad accogliere l'imprevisto con lucidità. E forse, senza saperlo, insegnava anche qualcosa di più profondo: il valore dell'equilibrio, del tempo giusto, del silenzio che prepara la musica.

La gioia, la vera gioia, stava tutta lì: fare ciò che amavo, anche senza certezze e senza grandi ritorni economici. Un cammino nato più per amore che per professione, ma non per questo meno autentico.

Nel prossimo capitolo, vi racconterò di come la voce abbia continuato a guidarmi, anche mentre la mia vita prendeva altre strade.

❀ ❀ ❀

Questo post è il secondo capitolo della serie «La mia storia con la voce».

Prossimamente: La Parte 3 sarà disponibile il 15 Febbraio 2026

Inizio dell'articolo: Parte 1 - Quando una voce accende un sogno


10 commenti:

Anonimo ha detto...

Già l' inizio crea una magia:"Seguendo il filo sottile e prezioso che unisce la mia vita alla voce."
Ci mostri in queste poche righe come il mistero della voce interiore, possa essere una nota che non smette mai di suonare al ritmo dei sogni che hanno in sé il seme della realizzazione.
In ogni parola che si collega con trama leggera, ci hai condotto nei tuoi sogni e nelle tue emozioni forti e genuine. È meraviglia ciò che condividi, diventi con il tuo esempio un ponte che può essere di spunto e riflessione per tutti i tuoi lettori.
Il tuo sogno è diventato Speranza in azione e poi realizzazione.
"Non cercavo traguardi da scalare o vette da raggiungere" in questa frase viene fuori la tua purezza e Bellezza, realizzare un sogno per assaporare la semplice felicità senza fronzoli, ma con cuore luminoso.
Grazie carissima Raffy, questo secondo appuntamento, ci ha mostrato una versione di te armonica e solare, che rispecchia in pieno l' anima preziosa che io come molte anime che ti seguono hanno imparato a conoscere nel tempo. Grazie.
Con gratitudine attendo il prossimo episodio, augurandoti di cuore ogni bene. Lory.

Raffaella Rosati ha detto...

Carissima Lory 🤍 leggere il tuo commento è stato come ricevere un abbraccio caldo e luminoso: sento tutta la tua attenzione, la delicatezza e l’affetto che metti nel leggere e accogliere i miei racconti.
Le tue parole mi hanno profondamente commossa.
Hai colto perfettamente ciò che desideravo trasmettere: la purezza di fare qualcosa che si ama, senza cercare vette da conquistare, ma assaporando la semplice gioia di essere presenti nel momento, di dare spazio a ciò che nasce dal cuore. La tua capacità di vedere in queste parole la speranza che si trasforma in realizzazione è un dono prezioso, perché conferma che ciò che scriviamo con sincerità può davvero risuonare negli altri.
Mi emoziona sapere che in questo secondo appuntamento tu abbia percepito la mia armonia, la mia luminosità interiore, e che tutto ciò rispecchi la parte più autentica della mia anima. Le tue parole sono un incoraggiamento gentile, un balsamo e un invito a continuare a condividere con leggerezza e cuore, sapendo che chi legge può trovare conforto, ispirazione e compagnia.
Ti ringrazio con tutto il cuore, Lory, per la tua attenzione, la tua sensibilità e la tua gratitudine. Sapere che accompagni il mio percorso con così tanto affetto è un regalo che custodirò con cura. Non vedo l’ora di condividere con te e con tutti i lettori il prossimo episodio.

Anonimo ha detto...

Che meraviglia leggere del tuo percorso. In ogni parola si sente la tua passione ❤️, il tuo amore e la tua dedizione. Grazie per questa testimonianza autentica: dimostra che, credendo profondamente nel proprio sogno e lavorando con costanza, è possibile realizzarlo davvero e vivere fino in fondo ogni emozione che porta con sé.

Raffaella Rosati ha detto...

Le tue parole mi hanno davvero toccata nel profondo. Leggere che in ciò che racconto si percepiscono passione, amore e dedizione è un dono immenso: significa che tutto ciò che metto nel mio percorso, ogni piccolo sforzo, ogni emozione condivisa, arriva davvero a chi legge con sincerità.
Sono grata di cuore per il tuo messaggio, perché conferma che credere nei propri sogni e dedicarsi con costanza e cuore non è solo un percorso personale, ma può diventare anche un esempio e un incoraggiamento per chi ci accompagna lungo la via. Sapere che ciò che racconto può ispirare, trasmettere speranza e far sentire la bellezza di vivere pienamente ogni emozione, è per me un regalo prezioso.
Grazie di cuore per aver accolto questa mia testimonianza con tanta attenzione e sensibilità.
Le tue parole risuonano come un abbraccio caldo, pieno di affetto e sostegno, e mi incoraggiano a continuare a condividere il mio viaggio con la voce e con il cuore.
Con tanta gratitudine,
Raffaella

Anonimo ha detto...

Avevo scritto tante cose e cancellato per sbaglio,ma volevo dirti che la tua passione ti ha portato ad essere un punto fermo per tanti che ti seguiamo.

Raffaella Rosati ha detto...

Ciao! 😊
Grazie di cuore per le tue parole, mi hanno davvero fatto piacere. 🌱💛
Mi dispiace, non sono riuscita a leggere tutto ciò che avevi scritto prima che cancellassi… se ti va, potresti scrivere di nuovo quello che volevi condividere? Mi farebbe davvero piacere leggerlo!

Anonimo ha detto...

Complimenti amica mia 🌹dolce serata baci e abbracci 😘Maria con tanto affetto ♥️

Raffaella Rosati ha detto...

Grazie di cuore, dolcissima Maria 🌹 Le tue parole mi arrivano come un abbraccio vero.
Ti auguro una serata serena e piena di luce… baci e abbracci grandi 😘♥️

Anonimo ha detto...

Cara Raffy e stupendo leggere il tuo percorso personale, e molto interessante, aspetto con ansia il terzo capitolo 🥰 un caro abbraccio e ti auguro tutto il bene di questo mondo ❤️🤗
Con affetto Mirca Nina Ferro

Raffaella Rosati ha detto...

Cara Mirca Nina, grazie davvero di cuore per le tue parole così sentite e luminose 🥰
Leggere che il mio percorso ti arriva, che riesce a trasmettere qualcosa di vero e interessante, è un dono prezioso per me. Ogni capitolo nasce con sincerità, passo dopo passo, ed è bellissimo sapere che qualcuno lo attende con affetto e curiosità.
Il tuo augurio mi scalda il cuore e mi accompagna con una dolcezza che va oltre le parole ❤️
Ti mando un grande abbraccio pieno di gratitudine e ti ringrazio per esserci, con questa presenza così gentile e autentica